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PROVA DI EVACUAZIONE AL SUPERVULCANO: "Ma tanto non serve a niente".

Updated: Oct 15, 2019

"Ma a che serve fare questa esercitazione di evacuazione se le condizioni saranno totalmente diverse in caso di eruzione del Supervulcano Campi Flegrei?"

Questa é la domanda (retorica) che si pone gran parte della popolazione locale e non solo.

Un "dubbio" leggittimo, che ha anche una logica scientifica. Al tempo stesso però, questa domanda può essere sintomo di superficialità e di poca conoscenza del significato scientifico di esercitazione, di test.

PER CHI NON CONOSCESSE IL CONTESTO.

Dal 16 al 20 Ottobre 2019 si svolgerà un'esercitazione nazionale sul rischio vulcanico: "Exe Flegrei 2019", organizzata dal Dipartimento della Protezione Civile e dalla Regione Campania. L'iniziativa avrà il suo focus nel territorio campano in cui si avverte fortemente la presenza ingombrante dei Campi Flegrei, considerato uno dei vulcani più pericolosi d'Europa.

A COSA SERVE UN'ESERCITAZIONE?

Un'esercitazione serve a capire se la teoria può mettersi in pratica. Serve a capire se ciò che ho progettato può avverarsi nella realtà. Esempio: in Formula-1 le scuderie fanno girare in pista le loro vetture sin dal venerdi, per le prove libere.

Per tre motivi:

1) Perché permette di verificare il corretto funzionamento delle singole parti dell'auto;

2) É importante per il pilota prendere confidenza con il tracciato;

3) É importante capire se la vettura+pilota riesce ad andare veloce, cosi come in gara, anche solo per pochi giri (anziché circa 70 della gara). In altri temini, simulare anche per poco tempo lo stress e la velocità che la vettura deve sostenere in gara.

Tenete a mente questo terzo punto perché ci torniamo tra poco.

Dal momento che la gara é la domenica, i meccanici avranno il tempo di investigare eventuali malfunzionamenti e i piloti avranno il tempo per calibrare la loro guida per non commettere errori ed essere rapidi allo stesso tempo.

Certo, è anche vero che un problema sorto nelle prove, potrebbe ripresentarsi in gara, e succede. Ma voi preferireste farle queste prove libere se ne aveste la possibilità? Qualunque persona responsabile lo farebbe perché è un processo che riduce il rischio.

Bene, riportando questo esempio al caso dei Campi Flegrei, questa esercitazione sarà fondamentale per identificare eventuali problemi maggiori in caso di eruzione vulcanica. Servirà a capire se il progetto di evacuazione contiene eventuali falle. Teoricamente.


Durante l'esercitazione la Protezione Civile monitorerà tutto ciò che avverrà, proprio come i meccanici analizzano i dati della telemetria delle auto di Formula-1. In questo modo si avranno a disposizione i dati necessari per capire se le cose funzionano o meno, se sarà necessario modificare qualcosa o meno. Teoricamente.

VENIAMO ALLA CRITICA.

Dico Teoricamente perché qualche dubbio c'è, e ve lo esprimo con questa domanda: cosi come è stata presentata, l'esercitazione riesce a simulare , anche solo in piccolissima parte, qualcosa di reale?

Sia chiaro, un'evacuazione totale, cioé che coinvolga quindi tutto il territorio dei Campi Flegrei e tutti i suoi abitanti é letteralmente impossibile, sia dal punto di vista logistico che economico. E su questo dovremmo essere tutti d'accordo in nome della razionalità e del buon senso.

In questa esercitazione saranno coinvolte solo poche centinaia di persone (fino ad un massimo di 1500 nel comune di Pozzuoli), e l'evacuazione vera e propria interesserà solo una piccola parte del territorio. Non solo, questo test prevede solamente la modalità assistita.

Cosa significa modalità assistita? Le persone "assistite" saranno prelevate da un luogo "A" prefissato e condotte in un luogo "B". Ciò significa che nell'esercitazione non sono previste tutte quelle persone che andranno dal punto "A" al punto "B" autonomamente, con la propria auto per intenderci. Cioé la stragrande maggioranza.

Per finire, le persone interessate saranno dei volontari: l'esercitazione è volontaria.

Volontaria? Quindi che significa, se ci saranno solamente 150 volontari, l'esercitazione si fara con 150 volontari?

A quanto pare si.

Va bene che un'esercitazione deve essere una sintesi di un caso reale, una semplificazione, ma non abbiamo forse diluito/semplificato un pò troppo in questo caso?



Siamo sicuri che questa modalità riesca a riprodurre uno stato di caos, anche solo in una piccola area? Per identificare eventuali problemi (obiettivo principale di un test) bisogna almeno avvicinarsi ad una condizione di realtà, altrimenti corriamo il rischio che questi problemi non si materializzino neanche.

Ricordate il terzo punto dell'esempio della Formula-1?

3)"capire se la vettura+pilota riesce ad andare veloce, cosi come in gara, anche solo per pochi giri".

Analogamente, nel caso dei Campi Flegrei, avrebbe forse più senso basare l'esercitazione d'evacuazione in una sola zona ristretta (in inglese, in gergo tecnico si una il termine "ZOI" - zone of interest)) in cui però tutti i residenti ne prendono parte.

Non solo. Rendere la modalità di evacuazione obbligatoria anziché volontaria, potrebbe aiutare ancor di più a riprodurre condizioni più vicine possibile alla realtà.

Leggendo le informazioni relative alle modalità, pubblicate dal Comune di Pozzuoli e dalla Protezione Civile, sembra che questo stato di caos si voglia evitare.

Parliamoci chiaramente, se ci sono solamente 500, 1000, o 1500 persone che vengono mobilitate, ma che caos si crea?

É innegabile e poco realistico che un evento eruttivo in una zona cosi altamente abitata non possa creare situazioni di panico; il target di un test del genere dovrebbe essere proprio la raccolta dati di quello stato di panico, a cui seguirà ovviamente l'analisi dei dati mirata a ridurre quello stato di panico e facilitare cosi l'evacuazione stessa.

OLTRE ALLE CRITICHE COSTRUTTIVE, ONORE AL MERITO.

È anche vero che questa è la primissima volta che si mette in moto un'esercitazione del genere e va sottolineato che il Dipartimento della Protezione Civile, la regione Campania e i vari comuni flegrei stanno affrontando un problema a cui nessuna gestione precedente ha fatto fronte.

Quindi a parte le critiche (costruttive), tutti noi dovremmo supportare la Protezione Civile e prendere parte a questa iniziativa. Senza se e senza ma.

CONCLUDO.

Non lavoro per la Protezione Civile, per cui, come la maggior parte di voi, non sono al corrente di tante informazioni. Mi rendo conto che parlare, come ho fatto qui, è molto facile e quando ci si mette al lavoro per davvero sorgono tanti imprevisti che prima non si considerava.

In ogni caso la domanda rimane: siamo sicuri che questà modalità di evacuazione sia la migliore soluzione che siamo riusciti a mettere in campo?

Questa per ora sembra una "fase-1", un primo test per far girare il motore per la prima volta. Tutto avrebbe più senso se questa "fase-1" fosse una un'esercitazione propedeutica ad una fase successiva dove si miri a migliorare la gestione del caos, magari coinvolgendo un numero di persone significativamente più elevato.

Detto in soldoni: se ci saranno altre esercitazione, bene. Se invece questo sarà un test singolare e isolato, dovremmo porci, insieme alla Protezione Civile, qualche domanda in più.

A.Moccia

Geologo Senior

Geologia-POP

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